ABC Napoli sotto attacco

Il Forum Acqua Valdera esprime la propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori ed al Presidente di ABC Napoli Maurizio Montalto, vittime nei giorni scorsi di un attentato (per fortuna senza danni a persone), sul quale si sta ancora indagando. Che si somma alle ripetute  minacce ricevute nelle scorse settimane dal Presidente; evidentemente c’è chi ha interesse ad aggredire l’unico caso di ripubblicizzazione dei servizi idrici avvenuto in Italia dopo il referendum del 2011.

Si vuole cancellare, o comunque mettere in ogni modo in difficoltà, quello che rappresenta un modello di gestione pubblica e partecipata dell’acqua; un modello che interroga tutte le altre realtà italiane, come quelle toscane, nelle quali, anziché procedere  a rispettare la volontà popolare, si cerca di attuare ulteriori percorsi di privatizzazione.

Pubblichiamo questo comunicato stampa di Padre Alex Zanotelli.

SOTTO ATTACCO L’ACQUA PUBBLICA DI NAPOLI

Solidarietà all’ABC, ai lavoratori e al Presidente

L’esplosione di un ordigno all’interno di uno dei depositi dell’azienda è un fatto drammatico su cui la DIGOS e la Magistratura stanno già indagando. A noi cittadini preoccupa che sia stata sfiorata la tragedia, perché gli operai in quel momento si trovavano vicino, negli spogliatoi pronti per uscire. Si tratta chiaramente di un atto intimidatorio che punta a minare dall’interno l’acqua pubblica di Napoli.

L’ABC, con il suo Consiglio di Amministrazione di attivisti del movimento dell’acqua, con il Consiglio civico, è diventata un modello di gestione di un bene pubblico da parte della comunità. Il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte fondamentali dell’azienda rappresenta un esempio reale di ripubblicizzazione, poiché ci restituisce il diritto di decidere del bene della collettività e l’acqua è “il bene supremo”. Ogni tentativo di opporsi a questo processo risponde a logiche privatistiche e lobbistiche, di chi vuole accentrare nelle mani di pochi la gestione dell’acqua ed interrompere questo processo.

Le continue minacce al Presidente di ABC e la collocazione di un ordigno in azienda provengono da chi non ha a cuore l’acqua pubblica. E’ un momento difficile, nel quale bisogna stare attenti a non cadere nella trappola delle strumentalizzazioni con l’obiettivo di distruggere il modello ABC.

Straordinari i messaggi di solidarietà da parte dei Comitati, delle associazioni e di tutti coloro che credono fortemente in questo percorso. E’ importante essere uniti per rafforzare l’Acqua Bene Comune di Napoli.

Sull’acqua non possiamo mollare; l’acqua è la fonte della vita.

Padre Alex Zanotelli

Comitati per la gestione pubblica dell’Acqua- Napoli

No al decreto Madia! Sì al diritto all’acqua!

 

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Comunicato stampa

230.000 firme alla Camera per l’acqua bene comune

La petizione popolare contro i decreti Madia

consegnata domani alla Presidente Boldrini

Domani 22 luglio, alle ore 12.30, una delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua consegnerà alla Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, le circa 230.000 firme raccolte a sostegno della petizione popolare “Per legiferare in materia di diritto all’acqua e di gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrato”.

È il frutto del lavoro diffuso sui territori durato tre mesi, nell’ambito della campagna sui referendum sociali, per una petizione che in primis chiede il ritiro dei decreti Madia su servizi pubblici e società partecipate, allo studio del Parlamento e del Governo, che nella loro attuale formulazione ripropongono quelle stesse privatizzazioni bocciate dai referendum del 2011.

Nella petizione sono contenute anche altre due proposte: l’approvazione della legge per la gestione pubblica del servizio idrico nella sua formulazione originaria, perfettamente compatibile con la disciplina europea, e l’inserimento del diritto all’acqua nella Costituzione.

Un diritto che in Italia viene quotidianamente violato attraverso i distacchi idrici messi in atto dai gestori. Una proposta che, nell’attuale dibattito sulle modifiche costituzionali, rappresenta senz’altro una spinta in avanti sul terreno della tutela dei diritti.

Roma, 21 Luglio 2016.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Vi aspettiamo alla Festa dell’Economia Solidale!

http://valderasolidale.it/wp-content/uploads/Volantino-FES_2016-fronte.jpgIl Forum Acqua Valdera parteciperà con un proprio banchetto alla Festa dell’Economia Solidale che si svolgerà sabato 18 e domenica 19 giugno presso il Circolo “Ortaccio” a Vicopisano; QUI trovate il programma completo della festa, consultabile direttamente anche sul sito valderasolidale.it.

Nei due giorni della festa al nostro banchetto sarà possibile anche firmare per i Referendum Sociali, per il Referendum Costituzionale e per il Referendum contro l’Italicum.

INVITIAMO I SIMPATIZZANTI DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA ED I BENI COMUNI E TUTTI I CITTADINI

A PARTECIPARE ALLA FESTA E A DIFFONDERNE IL PROGRAMMA.

Vi aspettiamo!

Davide può battere Golia…

Acqua, comune di Berceto vince la battaglia: gestione torna pubblica e addio multiutility

Acqua, comune di Berceto vince la battaglia: gestione torna pubblica e addio multiutility

E’ dal 1997 che il servizio idrico integrato non è più in mano al Comune, che lo aveva affidato a Montagna 2000, società partecipata di servizi che riunisce i comuni montani dell’Appennino parmense. Dal 2009 il primo cittadino Luigi Lucchi cerca di recedere dall’azienda. Ora il risultato in controtendenza rispetto alle altre realtà italiane

Nel 2013 i suoi 2200 cittadini avevano votato per ritornare all’acqua pubblica e ora il sindaco di Berceto, comune dell’Appennino parmense, ha realizzato quella volontà. Dal 29 gennaio 2016 la gestione del servizio idrico integrato è tornata ufficialmente nelle mani dell’amministrazione. E’ l’unico comune in tutta la provincia a fare questo passo proprio in un momento in cui in Italia le promesse di ripubblicizzazione si sono sgretolate perfino dove sembravano più ovvie. Come a Reggio Emilia, record di sì all’acqua pubblica nel referendum del 2011, dove però il balletto di promesse e assicurazioni è stato rimangiato nel giro di un anno dal governo Pd. Per non parlare di Roma, che ha già ingranato la retromarcia sulla gestione pubblica nonostante l’esito della storica consultazione.

A Berceto però il miracolo dell’acqua bene comune ora è realtà. Sono sette anni che il sindaco Luigi Lucchilotta per questo risultato, che nel paese suona come una rivoluzione. E’ dal 1997 infatti che il servizio idrico integrato non è più in mano al Comune, che lo aveva affidato a Montagna 2000, società partecipata di servizi che riunisce i comuni montani dell’Appennino parmense. Dal 2009 però il primo cittadino ha cominciato la sua battaglia per recedere dalla multiutility e nel 2014 c’è riuscito.

Lo aveva promesso ai suoi cittadini, che il 24 e 25 febbraio 2013 in un referendum ad hoc avevano espresso all’82 per cento il desiderio di uscire da Montagna 2000 insieme a quello di non partecipare all’unione o fusioni di comuni. Il risultato alla fine è arrivato grazie a una norma del collegato ambientale del 2 febbraio 2016, che permette ai Comuni anche con oltre mille abitanti e con determinati requisiti di gestire l’acqua direttamente. Berceto, che vanta fonti e sorgenti sul territorio, e bassi numeri di utenze e popolazione, rientra in questa categoria, e così è stato possibile ripubblicizzare, visto che già dal 2014 l’amministrazione non era più tra i soci di Montagna 2000, che ha continuato a fare da soggetto gestore fino al passaggio di consegne ufficiale.

“Abbiamo fatto tutto secondo la legge. Se vogliono privatizzare di nuovo, dovranno destituirmi” ha detto a ilfattoquotidiano.it Lucchi, che per il suo percorso, in cui è stato supportato da esperti come Marcello Cecchetti, ha ricevuto anche i complimenti di padre Alex Zanotelli, uno degli storici promotori dell’acqua pubblica. “Aver ‘vinto’ su tutte queste norme e il tentativo in atto, anche da parte del Governo, di privatizzare la distribuzione dell’acqua, nonostante i referendum molto partecipati del giugno 2011 – aggiunge il sindaco – appare una nuova vittoria di Davide contro Golia intendendo Golia l’Unione Europea e il Governo Italiano”.

Da anni il primo cittadino denunciava i disservizi del passaggio alla multiutility, che avrebbe fatto lievitare i costi dell’acqua e della depurazione fino a un aumento complessivo del 350 per cento, senza miglioramenti rispetto alla gestione comunale. Oltre il danno, la beffa è che il Comune non si sarebbe mai visto rimborsare dal gestore esterno, come previsto dalla legge, i mutui accesi per gli investimenti su acquedotti e fognature, per un danno alle casse comunali pari a 2 milioni di euro.

“Gli utenti di Berceto hanno sempre pagato l’acqua due volte: attraverso le bollette di Montagna 2000 e attraverso il bilancio del Comune, incapace di investire i soldi spesi in altre opere per la collettività” spiega Lucchi. Il giro di affari che ritornerà sotto il controllo all’amministrazione, tra bollette, personale e investimenti sarà pari a circa 550mila euro all’anno. “Il compito del Comune, soprattutto nei primi anni – conclude il primo cittadino – non sarà semplice, anche se deve essere perfetto per non mettere in discussione lo straordinario risultato raggiunto”.

Mettiamoci la firma!

Risultati immagini per no referendum costituzionaleIl Forum Acqua Valdera aderisce al Coordinamento Democrazia Costituzionale della Valdera, che sostiene le campagne referendarie contro la “riforma” costituzionale e l’Italicum. Leggi molto pericolose, il cui effetto combinato è lo stravolgimento delle architetture fondamentali della Costituzione repubblicana e del nostro sistema democratico, e lo svilimento dei principi del voto libero ed uguale e della rappresentanza democratica; un tentativo che porta con sé il segno inequivocabile di un’idea plebiscitaria della politica, concentrando i poteri nelle mani dell’esecutivo e del leader di turno, e azzerando il ruolo dei contrappesi istituzionali. Per questo è fondamentale che i cittadini si informino attentamente sulla pericolosità di queste modifiche legislative, visitando i siti del Coordinamento Democrazia Costituzionale, del Comitato per il NO al referendum Costituzionale, e del Comitato contro l’Italicum.

Come Forum Acqua Valdera sosteniamo anche lacampagna per i Referendum Sociali. Il comitato nazionale è formato da varie realtà associative, sindacali e di movimento che, insieme, stanno cercando di costruire una “primavera dei diritti e della democrazia” promuovendo la raccolta di firme per l’indizione di referendum contro la cosiddetta legge “Buona scuola” e contro gli inceneritori e le trivelle, oltre ad una petizione contro La Legge Madia che annulla i vittoriosi referendum sull’acqua del 2011. Istruzione, salute, ambiente e beni comuni: temi strategici per il futuro del nostro paese, che interessano direttamente tutti, e sui quali si vuole ridare la parola ai cittadini. Anche in questo caso, per approfondire è possibile visitare il sito della campagna per i Referendum Sociali.
MANCANO CIRCA 3 SETTIMANE AL TERMINE DELLA RACCOLTA DELLE FIRME PER TUTTE QUESTE IMPORTANTI CAMPAGNE REFERENDARIE.
INVITIAMO TUTTI GLI ATTIVISTI ED I SIMPATIZZANTI DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA, TUTTI I CITTADINI A RECARSI NEL PROPRIO COMUNE A FIRMARE A SOSTEGNO DI QUESTI REFERENDUM; E’ POSSIBILE FARLO IN OGNI COMUNE DELLA VALDERA.

La vostra firma vale molto! Tutti a firmare: per la costituzione, la democrazia e un’Italia migliore.


PROSSIMI BANCHETTI RACCOLTA FIRME

Referendum Sociali

– venerdì 3/06 ore 9:00-13:00 c/o Mercato settimanale a Pontedera

– sabato 4/06 ore 16:00-19:00 c/o Corso Matteotti a Pontedera

– sabato 18/06 e domenica 19/06 ore 18:00-21:00 Festa Economia Solidale, Circolo Ortaccio, Vicopisano

Referendum costituzionale e Italicum

– venerdì 3/06 ore 9:00-13:00 c/o Mercato settimanale a Pontedera

– sabato 4/06 e domenica 5/06 Sagra delle ciliege a Lari (davanti Circolo Arci)

Referendum costituzionale e Italicum (banchetti ANPI)

– venerdì 3/06 ore 16:00-20:00 c/o Corso Matteotti a Pontedera

– venerdì 10/06 ore 16:00-20:00 c/o Corso Matteotti a Pontedera

– sabato 11/06 ore 16:00-20:00 c/o Corso Matteotti a Pontedera

– domenica 12/06 ore 16:00-20:00 c/o Corso Matteotti a Pontedera

– venerdì 17/06 ore 16:00-20:00 c/o Corso Matteotti a Pontedera

Referendum costituzionale e Italicum (banchetti M5S)

– tutti i sabato ore 16:00-19:00 c/o Corso Matteotti a Pontedera

Il Forum Toscano sulla vergogna di Firenze

Comunicato stampa

Con la voragine frana il “modello toscano” di gestione idrica, di fronte agli occhi di tutto il mondo

Il Forum Toscano del Movimenti per l’Acqua non si sorprende del crollo del Lungarno a Firenze. La mala gestione del territorio è una costante del modello toscano, della gestione misto pubblica-privata, approfittatrice del servizio idrico che fa dell’acqua una merce e delle manutenzioni un costo in bolletta che produce milioni di euro che poi scompaiono magicamente.

Come cittadini ed utenti di un servizio pubblico, siamo amareggiati, per non dire frustrati, dal constatare che in sostanza Publiacqua e così tutti gli altri gestori idrici toscani, incassa centinaia di milioni di euro e poi non opera gli investimenti in programma a cui sono legate le tariffe applicate alle bollette.

Come cittadini abbiamo votato un referendum nazionale perché l’acqua bene prezioso venisse sottratto al mercato e gestito come bene comune. Mentre la politica, sia prima che dopo il referendum, ha sempre sostenuto che la gestione “privatistica” dell’acqua è necessaria per garantire gli elevati investimenti necessari al settore.

In Toscana, dove per primi abbiamo aperto le porte ai privati, paghiamo l’acqua più cara d’Italia per un servizio che non è in grado di assicurare qualità e sicurezza dei nostri acquedotti. La voragine che si è aperta nel cuore di Firenze impone una riflessione sul modello di gestione del servizio idrico operato da chi ci amministra. Quando il gestore è una Società per Azioni, che alla fine risponde a diritto privato, chi controlla l’operato del gestore e chi tutela l’interesse degli utenti?

Come vengono utilizzati i soldi che l’azienda incassa dalle nostre bollette? Ben sappiamo che la parte privata presente in Toscana è sempre composta principalmente dalla stessa formazione: SUEZ, MPS ed ACEA. Come il fatto che nelle società miste toscane l’Amministratore Delegato, colui che ha pieni poteri di ordinaria e di straordinaria amministrazione, è espressione dei soci privati.

I dati regionali raccontano di reti colabrodo, che, secondo la relazione del direttore dell’Autorità Idrica Toscana (AIT), nei comuni serviti da Publiacqua perdono il 51% dell’acqua; nonostante la legge regionale di D.P.C.M. 4 marzo 1996 indica valori del 20% come limite massimo tecnicamente accettabile per le perdite lungo la rete. Chi ci rappresenta nelle istituzioni ha intrapreso le misure necessarie per allineare questo dato con i requisiti normativi? Quali costrizioni o sanzioni sono mai state applicate ai gestori da parte dell’Autorità Idrica Toscana, che ha il compito di dare gli indirizzi e di controllare le attività dei gestori?

Nell’area fiorentina, da quando il servizio idrico è stato affidato all’azienda partecipata, i ricavi da tariffa sono aumentati del 64% (2004-2016). Il margine operativo lordo (differenza tra costi e ricavi prima di mutui e ammortamenti) è cresciuto del +991%, gli investimenti sono diminuiti del 16% e gli utili cresciuti del +721%. Al 2014 Publiacqua NON ha realizzato 69 milioni di euro di investimenti previsti dal Piano d’ambito e da quello tariffario e contenuti nella convenzione di affidamento. Promesse, perché le gare di affidamento si vincono su promesse, che evidentemente l’azienda non è stata in grado di rispettare.

La società per azioni ha realizzato solo il 56% degli investimenti previsti dai Piani d’ambito (2006-2009, dati Co.Vi.Ri). Gli investimenti realmente effettuati sono sempre diminuiti, anche negli ultimi anni, facendo registrare -5% nel 2013, -10% nel  2014,  -21%  nel 2015 e -15% nel  2016,nonostante in questi anni le tariffe siano cresciute con punte del +19% e gli utili abbiano un incremento medio del +106% nel periodo fino al 2021, anno in cui la tariffa subirà un incremento del +61%! Tutti questi dati dimostrano che la frana non è accidentale, la frana è strutturale e riguarda tutto il modello idrico toscano. Modello che, purtroppo, il governo attuale sta cercando di “vendere” in tutta la penisola.

Noi del Forum Toscano non chiediamo le dimissioni di qualcuno in particolare, chiediamo invece, a chi ci chiede prima i voti e poi ci amministra, di stare dalla parte dei cittadini e non dei poteri forti o di chi non fa principalmente gli interessi degli utenti del servizio idrico. Chiediamo un cambio, un cambio di modello di gestione, un cambio radicale, perché il sistema misto pubblico privato sta franando e lo si vede in tutto il mondo.

Urge modificare il modello di gestione, basta parlare nelle piazze e nelle strade, a diretto contatto con i cittadini per capire queste cose. Attualmente il 40% dell’ammontare delle nostre bollette serve ad arricchire l’azienda e a generare utili per i soci mentre le infrastrutture non ricevono le manutenzioni necessarie e gli impianti non sono adeguati agli standard europei.

Un sistema che prevede che l’utente paghi tutto,  anche le sanzioni che sono imputate all’azienda per il mancato rispetto delle normative nazionali, europee o contrattuali. Ormai è sotto gli occhi dell’intero mondo che quello che ci viene proposto è un sistema indifendibile e inefficiente, in grado solo di garantire profitti attraverso una progressiva finanziarizzazione dell’acqua e che, in Toscana, sarà rafforzata grazie alle prossime fusioni. Fusioni che accresceranno ulteriormente il peso della quota decisionale del privato, frammentando ulteriormente quello della quota pubblica. Amplieranno la scala del servizio a benefico dei capitali e a danno degli utenti.

La frana fiorentina di Lungarno Torrigiani non è un incidente da archiviare e ricoprire prima possibile, bensì un episodio grave, una ferita talmente profonda che perlomeno, ci auspichiamo, serva per far riflettere tutti gli amministratori pubblici dell’importanza del bene comune acqua. Purtroppo ci siamo resi conto, sia sulla nostra pelle che sulle nostre tasche, che per cambiare, in Italia, non è più sufficiente vincere un referendum popolare. È necessario anche che i nostri amministratori ascoltino il volere dei cittadini.

Basta con i profitti sull’acqua!

Da Frosinone il falò delle bollette esose di ACEA

Venerdì scorso, 27 maggio, i cittadini di Frosinone hanno detto No al decreto Madia bruciando in piazza le bollette di ACEA. Il questore di Frosinone aveva vietato di accendere fuochi. I cittadini di Frosinone, in tanti, lo hanno fatto lo stesso per intimare al governo del non eletto Renzi di rispettare la volontà del popolo sovrano che nel 2011 si è espresso chiaramente. Lo hanno fatto per affermare la loro irriducibile volontà di non essere ridotti a servi di ACEA S.p.A. e di tutti i potentati economico-finanziari.